Real Estate Data Hub #13

dotati di elevata liquidità e la necessità di ridefinire la proposta di valore degli asset. Il volume degli investimenti immobiliari a livello europeo ha raggiunto circa 215 miliardi di Euro, con un aumento del 10% rispetto al 2024 così suddiviso per paesi:

18,5% 11,1% 27,8%

REGNO UNITO

3,2% 2,3% 4,6% 2,3% 2,3% 8,3%

ITALIA

GERMANIA

DANIMARCA NORVEGIA

FRANCIA SPAGNA

6,0% 6,0% 7,4%

SVIZZERA POLONIA

PAESI BASSI

SVEZIA

ALTRI PAESI

Per quanto riguarda il 2026, il real estate europeo è in parte caratterizzato da un cauto ottimismo e da una fase di graduale normalizzazione: l’inflazione è in rallentamento, il costo del capitale mo stra segnali di distensione e la politica monetaria si avvia verso una fase meno restrittiva. Tuttavia, questa attitudine potrà essere frenata dalle tensioni geopolitiche e dall’evoluzione che avranno nei prossimi mesi. La ripresa resta tuttavia selettiva: qualità dell’asset, solidità dei flussi di cassa, localizzazione e allineamento ai criteri ESG diventano determinanti nella creazione di valore. RESIDENZIALE Su scala europea, il valore degli immobili residenziali è cresciuto nel 2025 di circa il 5%, spinto principalmente dall’allentamento monetario della BCE che ha rilanciato il potere d’acquisto delle famiglie. Di pari passo, gli investimenti nel settore hanno continuato a crescere, trainati in particolare dalle soluzioni abitative di piccola e media metratura. Sul fronte degli affitti persiste una forte tensione: la domanda continua a salire su base annua, scontrandosi con una carenza strutturale di offerta aggravata dalla continua flessione dei nuovi permessi di costruzione. Lo scenario continentale rimane tuttavia frammentato, procedendo a due velocità: mentre le piazze storiche come Francia e Germania tendono alla stabilizzazione, molti paesi dell’Europa dell’Est continuano a distinguersi per un marcato dinamismo. LOGISTICS L’attività degli occupier in Europa si è stabilizzata nel corso del 2025, con un assorbimento di spazi costante e focus su upgrade qualitativi piuttosto che su espansione. Nonostante una lieve flessione nei volumi di investimento dovuta alla scarsità di asset, che contribuiscono a sostenere i valori, e a criteri di sottoscrizione più rigorosi, l’interesse degli investitori rimane solido. Per il 2026, si prevede che il recupero dell’assorbimento netto sarà ancora guidato dalla necessità delle aziende di aggiornare le proprie strutture piuttosto che da una semplice espansione volumetrica, mentre la crescita dei canoni prime subirà un rallentamento a causa della maggiore sensibilità ai costi. OFFICE Il mercato degli uffici è caratterizzato da una forte polarizzazione: la domanda di uffici core di alta qualità è in aumento, sostenendo la crescita dei canoni e l’interesse degli investitori. Il fenomeno del “flight-to-quality” rimane il driver principale, portando i capitali a concentrarsi su asset situati nei distretti centrali (CBD) delle capitali europee, dove la scarsa disponibilità di spazi moderni e conformi ai criteri ESG supporta la tenuta dei prezzi e dei rendimenti. Mentre i canoni core continuano a crescere, gli asset secondari soffrono obsolescenza funzionale e non conformità ai parametri ESG, che li rendono più esposti al rischio di tenuta dei valori.

13 Outlook 2025 | Preview 2026

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