Real Estate Data Hub #13

guamento alle direttive europee (EPBD) ha spinto gli istituti di credito a perfezionare prodotti con spread ridotti per gli immobili in classe A e B, che rappresentano ormai una quota crescente e strutturale del portafoglio bancario. Per il 2026, il Centro Studi 24MAX delinea un mercato che potremmo definire “maturo”, sebbene costretto a fare i conti con una nuo va dose di cautela. Il percorso verso la nor malizzazione dei tassi, che appariva ormai tracciato, deve oggi confrontarsi con l’im provvisa instabilità e dalle forti tensioni geo politiche che stanno caratterizzando l’avvio dell’anno: il rischio di uno shock sui prezzi energetici minaccia di riaccendere l’inflazio ne, costringendo le banche centrali a una postura cauta che potrebbe rendere l’acces so al credito più selettivo Nonostante questo clima di attesa, la tenuta del potere d’acquisto e un mercato immobi liare che mostra prezzi equilibrati nelle prin cipali città continuano a sostenere la ripresa delle compravendite. Sebbene il ritmo delle erogazioni risenta della prudenza imposta dal contesto internazionale, la fiducia dei consumatori non è venuta meno, spostando semplicemente l’obiettivo verso investimenti più mirati e consapevoli. In questo scenario, la vera spinta arriva dalla riqualificazione energetica, che nel 2026 di venta una necessità strategica oltre che am bientale. Le banche, nonostante le tensioni esterne, hanno confermato il loro impegno nel sostenere non solo l’acquisto di nuove abitazioni efficienti, ma soprattutto il miglio ramento della classe energetica dell’usato, offrendo soluzioni dedicate a chi vuole proteg gere il valore del proprio immobile nel tempo. In definitiva, il 2026 si conferma un anno di consolidamento, seppur caratterizzato da una navigazione a vista. Dopo le turbolenze di marzo, le famiglie italiane sembrano aver adottato un approccio pragmatico: la pianifi cazione del futuro non si ferma, ma si pog gia su un contesto di tassi che, per quanto influenzato dalle crisi esterne, resta comun que molto più favorevole e prevedibile rispet to ai picchi del passato.

1.3

ANDAMENTO DEI MUTUI

Nel corso del secondo semestre 2025, il mercato dei mu tui in Italia ha completato il suo percorso di stabilizzazione, chiudendo l’anno con segnali di resilienza nonostante un contesto geopolitico volatile. La BCE, dopo aver accom pagnato la prima metà dell’anno con tagli sistematici, ha adottato nella parte finale del 2025 un approccio di “attesa vigile”, mantenendo i tassi guida su livelli di equilibrio atti a sostenere la crescita senza riaccendere le pressioni in flattive. Il calo dell’Euribor a 3 mesi, che aveva caratterizzato i primi sei mesi dell’anno, ha trovato un punto di caduta intorno al 1,95% - 2,05% verso la fine del 2025. Questo ha ridot to ulteriormente il peso delle rate per i mutuatari a tasso variabile, sebbene la quota di nuove erogazioni in questa modalità resti marginale. Il tasso fisso ha confermato la sua egemonia assoluta (ol tre il 95% delle nuove stipule), consolidandosi come scelta rifugio. Nel secondo semestre, le offerte più competitive per immobili “green” sono scese stabilmente verso la so glia del 2,00%, mentre i prodotti standard si sono attestati su una media del 2,75% - 2,90%, migliorando sensibil mente l’accessibilità rispetto al biennio precedente. Il ruolo del Fondo di Garanzia Prima Casa si è confermato cruciale anche nella parte finale del 2025, supportando la domanda delle fasce più giovani nonostante il progressivo esaurimento di alcuni regimi di esenzione fiscale straor dinaria. La vera spinta è arrivata dai Mutui Green: l’ade

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