Real Estate Data Hub #13

Politica monetaria Nel secondo semestre del 2025 la politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) ha mantenuto un orientamento cauto e stabile, consolidando la fase di pausa nei tassi di interesse dopo il ciclo di normalizzazione avviato negli anni precedenti. L’Istituto di Francoforte continua ad adottare un approccio data-dependent, continuando a monitorare con attenzione l’evoluzione dei prezzi, e della crescita economica senza pre-impegnarsi su un percorso specifico dei tassi. Per l’Italia, questo quadro ha favorito condizioni di finanziamento stabili e relativamente favorevoli, supportando la ripresa dei consumi e degli investimenti

privati. In particolare, i tassi di mercato (mutui e prestiti alle imprese) hanno beneficiato di una trasmissione ordinata della politica monetaria, contribuendo a un clima positivo per il settore immobiliare: la stabilità dei tassi ha ridotto l’incertezza per famiglie e operatori, favorendo la domanda di mutui a tasso fisso e sostenendo transazioni e investimenti nel mattone, pur in un contesto di crescita economica domestica moderata.

BCE - AUMENTO DEL TASSO DI INTERESSE DI RIFERIMENTO

Fonte: https://www.ecb.europa.eu/

2,0% 1,0% 0% 3,0% 4,0% 5,0%

4,50%

4,25%

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4,00%

3,75%

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3,15% 2,90%

3,00%

2,50%

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2,15% 2,15% 2,15%

2,00%

1,25%

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Ott 22

Ott 24

Ott 25

Set 23

Set 24

Dic 24

Set 25

Dic 25

Giu 23

Giu 24

Giu 25

Apr 25

Feb 23

Feb 25

Lug 22

Ago 23

Sett 22

Mar 23

Mag 23

Dic 22

Per il 2026 le previsioni indicano un mantenimento dei tassi di interesse ai livelli attuali, in attesa di sviluppi. Nel mese di febbraio 2026, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) ha lasciato i tassi di interesse invariati, dopo una serie di otto tagli effettuati tra il 2024 e il giugno 2025. La decisione di mantenere il tasso sui depositi invariati riflette un approccio basato sui dati per garantire la stabilizzazione dell’inflazione al 2% nel medio termine, considerando l’incertezza del quadro

macroeconomico e il rallentamento dei salari. L’orientamento continua a essere espansivo, sebbene improntato a cautela. L’intento è creare condizioni di finanziamento più distese per famiglie e imprese, stimolare l’attività d’investimento e consolidare la fiducia, preservando al tempo stesso la stabilità dei prezzi da un allentamento eccessivo.

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