Real Estate Data Hub #13

Inflazione A dicembre 2025, il tasso di inflazione nell’Eurozona si è attestato all’1,9%, confermando il percorso di progressivo rientro rispetto ai livelli elevati degli anni scorsi. L’inflazione core è risultata in linea con i mesi precedenti, pari al 2,3%, confermando un’attenuazione delle pressioni di fondo già avviata nel primo semestre dell’anno. Questo indicatore continua a rivestire un ruolo cruciale per la Banca Centrale Europea, che ne osserva con attenzione l’evoluzione per tarare in modo appropriato la propria strategia di politica monetaria. Sebbene la traiettoria decrescente dell’inflazione complessiva riduca la necessità di una politica fortemente restrittiva, la componente core - che permane al di sopra dell’obiettivo - invita

a procedere con cautela nel processo di normalizzazione. Tuttavia, l’instabilità del panorama internazionale sta mutando l’orizzonte: nell’aggiornamento di marzo 2026, la BCE ha rivisto al rialzo le stime per il 2026 al 2,6%. Il perdurare delle tensioni in Medio Oriente e il possibile carattere strutturale dei rincari energetici potrebbero infatti spingere le banche centrali a mantenere un assetto rigido. Nonostante questo scenario di incertezza, i tassi dei mutui in Italia hanno registrato finora un incremento contenuto di soli 10 punti base. Tale segnale evidenzia un cauto ottimismo degli operatori, che sembrano scommettere sulla natura transitoria delle nuove tensioni. In definitiva, il ritorno a una maggiore stabilità dei prezzi nel 2025 ha generato un quadro più equilibrato, sostenendo il mercato immobiliare grazie alla prospettiva di un accesso al credito più favorevole e prevenendo eccessive bolle sui prezzi degli immobili.

A fine anno l’Italia ha registrato un’inflazione generale pari all’1,2% e un’inflazione core dell’1,8%, posizionandosi significativamente al di sotto della media dell’Eurozona e mantenendo una traiettoria coerente con quella osservata nei primi sei mesi dell’anno. Tale differenziale è riconducibile a una domanda interna relativamente contenuta, a dinamiche salariali poco intense e al perdurare del calo dei prezzi energetici.

INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO ARMONIZZATO (HICP - ITALIA)

Fonte: https://data.ecb.europa.eu/data/datasets/ICP/ICP.M.IT.N.000000.4.ANR

10 12 14

4 6 8

2 0 -2

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